Archiviata la sosta per le Nazionali, la Serie A riaccende i motori con una giornata che offre subito uno dei suoi appuntamenti più attesi: Inter-Milan, derby che pesa e che può già indirizzare la corsa scudetto. Ma che tipo di stracittadina ci aspetta? E quale sarà l’uomo chiave del match? A tracciare il quadro è stato Paolo Bonolis, noto conduttore televisivo e tifoso nerazzurro, intervistato da passionecalcio.eu.
Bonolis è partito dall’analisi del contesto post-sosta e dall’imminente impegno di Champions dell’Inter contro l’Atletico Madrid:
“Sarà un derby importante, tra due squadre di livello che si giocano punti pesanti. Prevedere l’esito è quasi impossibile: la posta in gioco è altissima e lo sarebbe stata anche senza la sosta. L’unica vera differenza è che l’Inter mercoledì avrà un’altra gara durissima in Champions, mentre il Milan resterà a casa.”
Sui derby del passato, Bonolis non ha dubbi su quale conservi nel cuore: “Tengo stretti tutti quelli vinti, quelli persi li ho rimossi. Ma il 3-2 con il gol di Adriano nel finale è indelebile.”
Interrogato sulle possibili chiavi tattiche, Bonolis allarga il discorso:
“Sarà una partita in cui peserà tutto: allenatori e calciatori. Non vedo un singolo destinato a prevalere sugli altri, sarà una sfida corale.”
Bonolis sul confronto tra Chivu e Allegri:
“Chivu è all’inizio della sua carriera, giudicarlo ora è prematuro. Allegri invece ha esperienza, trofei, una carriera che parla da sola. Sono due mondi per ora lontani, sia tatticamente che emotivamente.”
Guardando alla rosa rossonera, Bonolis individua un giocatore che avrebbe voluto vedere all’Inter:
“Il Milan ha tanti elementi forti. Se devo sceglierne uno dico Saelemaekers. Modric è il fulcro della squadra di Allegri, dirige tutto, ma l’ex Roma è imprevedibile, bizzarro nel modo di muoversi e di interpretare il gioco.”
Chiusura dedicata alla corsa scudetto e al caos che circonda il Napoli:
“Conte lo conosciamo: è un personaggio irrisolto, vive in un lamento continuo. È un grande allenatore, temerario, ma la sua rabbia può diventare un’arma a doppio taglio. Giocare ogni tre giorni non è semplice e questo clima può influire sul gruppo.”
Infine, un pensiero sulle voci di un possibile nuovo matrimonio tra Conte e la Juventus:
“No, non credo stia creando caos per tornare alla Juve. Conte pensa solo a se stesso, come ha sempre fatto.”
