Bisseck. Yann Bisseck è il volto scelto dall’Inter per il Matchday Programme della sfida contro il Pisa. Nell’intervista, il classe 2000 si è raccontato a 360 gradi, ripercorrendo il suo percorso umano e professionale e soffermandosi sui valori che lo hanno accompagnato fin qui.
Alla domanda sulla caratteristica che più lo ha aiutato nella carriera, Bisseck non ha avuto dubbi: “La resilienza. Se sei resiliente, se combatti, alla fine ne esci ancora più forte“. Un concetto che ritorna spesso nel suo modo di vivere il calcio e la vita. Guardando invece ai compagni di squadra, il difensore ha ammesso di voler rubare probabilmente la tecnica di tiro di Piotr Zieliński, mentre il primo ricordo legato al pallone risale a quando aveva appena 3 o 4 anni: “Era la maglia numero 10 del Bayern Monaco di Roy Makaay, me la regalò mio padre“.
Bisseck e il sogno nerazzurro
Parlando di sé, Bisseck si descrive prima di tutto come una persona semplice: “Sono una persona con cui è facilissimo andare d’accordo, è facilissimo stare con me“. Dal punto di vista umano, una delle lezioni più importanti apprese nel corso della carriera riguarda il modo di affrontare le difficoltà: “Ho imparato che non bisogna mai lasciarsi influenzare dagli eventi negativi. È normale che succeda, siamo esseri umani. Bisogna affrontare le proprie responsabilità, ma poi uscirne più forti“.
Fisico, audace e resiliente: sono questi i tre aggettivi con cui Yann Bisseck riassume se stesso. Ma il passaggio più significativo riguarda il legame con l’Inter, che va oltre il campo: “È uno dei miei sogni che si è avverato. Giocare per uno dei più grandi club che ci sia, con una storia incredibile. Sì, direi che è un sogno che si è avverato“.
