Biasin. Nel corso di “L’ascia Raddoppia”, trasmissione di Cronache di Spogliatoio, Fabrizio Biasin ha analizzato la prestazione di Yann Bisseck nel match contro la Fiorentina, dove il difensore tedesco è stato schierato da centrale nella linea a tre di Cristian Chivu. Durante la pausa per le nazionali, erano circolate alcune voci dalla Germania secondo cui il giocatore avrebbe potuto chiedere la cessione per timore di perdere spazio e compromettere le sue chance di partecipare al Mondiale. Tuttavia, il giornalista ha voluto fare chiarezza su queste indiscrezioni.
Secondo Biasin, infatti, Bisseck non ha mai espresso il desiderio di lasciare l’Inter: “Da quello che mi risulta il ragazzo è consapevole della situazione e mi hanno confermato che non ha chiesto di andare via. Sa di avere davanti un giocatore solido come Akanji, a differenza dello scorso anno con Pavard, che una partita la giocava e due si fermava. Ha capito che il suo futuro potrebbe essere proprio da centrale, un ruolo che lo accompagnerà nei prossimi anni“.
Biasin: “Può diventare un titolare affidabile nel prossimo futuro”
Biasin ha poi evidenziato come la gara contro la Fiorentina abbia rappresentato un passo importante per la crescita del giovane difensore: “Secondo me ha giocato un’ottima partita. È stato attento, concentrato, e pur concedendo a Kean la possibilità di andare due volte via, ha mostrato solidità e una notevole personalità . Fisicamente è impressionante, ma quello che deve affinare è la continuità di concentrazione. Se migliora in questo, può diventare un titolare affidabile nel prossimo futuro“.
Le parole del giornalista delineano il profilo di un giocatore maturo, consapevole e con ampi margini di crescita. In casa Inter, Bisseck viene considerato un investimento per il presente e per il futuro, un difensore moderno e duttile che potrà guadagnarsi spazio nel tempo. Il suo percorso è appena iniziato, ma le premesse lasciano pensare che il tedesco abbia tutte le carte in regola per imporsi nel sistema di Chivu e diventare un pilastro della retroguardia nerazzurra negli anni a venire.
