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martedì, Febbraio 10, 2026

Biasin: “Ecco cosa penso della curva senza bandiere, striscioni e vessilli. Detto francamente è una…”

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Nel suo editoriale per Libero, Fabrizio Biasin ha analizzato l’atmosfera insolita delle prime partite di Serie A per le compagini di Inter e Milan. Secondo il giornalista, la presenza ufficiale di 72.332 spettatori a San Siro non rispecchiava realmente la composizione del pubblico: “In realtà ce n’erano un po’ meno, come la grande mole di abbonati legittimamente ancora al mare o in montagna. Mancavano anche gli ultrà, quelli della Nord, rimasti al Baretto in segno di contestazione“.

Biasin spiega che la protesta degli ultras è stata motivata da divieti e restrizioni imposti: “Un comunicato spiegava i motivi: ‘ci troviamo costretti ad affrontare un’altra annata all’insegna di abusi, divieti e restrizioni, quindi resteremo fuori‘. Nonostante tutto la curva era piuttosto satura perché nessuno è stato obbligato a disertare, però…“.

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Biasin: “Una tristezza, non sono state date spiegazioni”

Secondo Biasin, i problemi derivano da ‘disastri gestionali di pochi’ che si sono trasformati in imposizioni generalizzate: “Niente vessilli, bandiere, striscioni e, soprattutto, niente abbonamenti per gli iscritti alle cosiddette black list, liste che comprendono amici degli amici, ex daspati. Lista estesa anche a semplici frequentatori della curva incensurati e però poco graditi alla procura che ha imposto il ‘fuori dalle balle’ e, al momento, non ha dato spiegazioni“. La conseguenza è una stagione che si preannuncia con San Siro svuotato dal tifo tradizionale, rendendo le partite meno suggestive.

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Biasin sottolinea l’impatto sulla squadra e sullo spettacolo:San Siro senza tifo è irriconoscibile. La frase fatta sul 12esimo uomo capace di spostare punti termina di diventare frase fatta nel momento in cui il 12esimo uomo non si palesa. Milan e Inter  giocheranno sì in casa, ma sostanzialmente concederanno agli ospiti di turno il diritto di spadroneggiare“. Secondo il giornalista, servirebbe buon senso da entrambe le parti per evitare che lo stadio si trasformi in un teatro con pochi cori sparsi: “Certo, si può giocare a calcio anche senza tifo. Ma al momento fa impressione assistere a scene come quella di lunedì sera. Francamente una tristezza“.

Paolo Olita
Paolo Olita
Scrivo di sport per IlNerazzurro. Il calcio è la mia passione e il mio lavoro: mi piace raccontarlo con attenzione, equilibrio e la curiosità di chi non smette mai di guardarlo con gli occhi di un tifoso.
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