In un’intervista concessa al Corriere dello Sport, Beppe Bergomi ha analizzato la situazione nerazzurra dopo la pesante battuta d’arresto nella finale di Monaco, puntando l’attenzione sull’aspetto mentale: “Servirà la giusta forza mentale, quella che negli ultimi anni li ha fatti essere non i più forti, ma i più bravi a fare un certo tipo di calcio. All’Inter va l’elogio dell’ambizione. Non è arrivato nessun trofeo, ma ci hanno provato fino alla fine“.
Quando si parla di ripartenza, l’ex capitano preferisce non sbilanciarsi troppo, rimandando ogni giudizio alla fine del mercato: “Aspetterei di vedere come va a finire il mercato. Il principale lavoro che deve fare Chivu è quello di entrare nella testa di ragazzi che arrivano da un grande ciclo, dove hanno speso tanto sul piano fisico e hanno finito con la delusione delle mancate vittorie. Ad oggi tra i nuovi non vedo titolari. Magari può esserlo soltanto Sucic“.
Bergomi parla della sfida che attende Chivu
Bergomi ha poi sottolineato come l’allenatore romeno non debba essere sottovalutato: “Non deve ingannare il suo modo di essere. Lui è uno che ha carattere, sa fare le scelte giuste“. Il compito che lo attende è chiaro nella visione dell’ex bandiera nerazzurra: “Questa Inter va rimotivata. I giocatori devono avere la voglia di soffrire e star lì con la testa“. Una sfida psicologica oltre che tecnica, che passerà dalla capacità di Chivu di ricaricare un gruppo reduce da anni intensi e risultati mancati per un soffio.
