“Roberto Mancini ci ha fatto vincere l’europeo, in molti sembrano dimenticarselo. Un giorno tornerà in Serie A”. Le Marche continuano a regalare storie di eccellenza. Nei prossimi giorni, a Roma, il giornalista Daniele Bartocci sarà premiato tra i migliori talenti, come uno dei 40 under 40 più influenti d’Europa nell’ambito del premio Business Elite Awards 2025, prestigioso ranking annuale che celebra i giovani leader europei (40 under40 dell’anno).
Bartocci protagonista al Festival ‘Overtime 2025’
Proprio in queste ultime settimane Daniele Bartocci è stato tra i protagonisti del Festival Nazionale del Giornalismo Sportivo e Racconto Sportivo ‘Overtime 2025‘, dove sul palco ha dialogato con Pierluigi Pardo. Tra sorrisi, dibattiti e analisi tecnico-tattiche, il discorso si è intrecciato con quello di un’altra icona marchigiana: Roberto Mancini, nativo di Jesi (An) come Bartocci, entrambi premiati al Salone d’Onore del Coni – alla presenza di Giovanni Malagò – nell’ultima edizione del Premio Andrea Fortunato.

Pardo e Bartocci all’Overtime Festival 2025 hanno discusso su un possibile ritorno (un giorno..) dell’ex tecnico dell’Inter Roberto Mancini alla guida di un club di Serie A, sottolineando come l’ipotesi futura di un ritorno in Nazionale Azzurra resti invece più remota e un terreno molto più complesso. Bartocci ha rilanciato il tema, ricordando come l’ex Inter Mancini rappresenti un simbolo per la città di Jesi e per tutta la regione Marche, capace di portare entusiasmo e visione tattica nel calcio. “Mancio tornerà in A, impossibile dimenticare la gioia europea”, ha evidenziato Bartocci all’Overtime. “Credo, sì, che un giorno possa tornare in Italia, mentre in Nazionale il discorso è ben più difficile“, ha replicato Pierluigi Pardo davanti alla fitta platea di presenti al festival del giornalismo e racconto sportivo.
Il dialogo ha messo in luce un filo comune: dalle Marche sono nati e cresciuti campioni e figure di spicco, da Roberto Mancini e Luca Marchegiani a Valentina Vezzali, da Elisa Di Francisca e Stefano Cerioni a Giovanna Trillini, senza dimenticare l’ascesa di Julio Velasco e dello jesino Andrea Cardinaletti, oggi Assistant Manager di Enzo Maresca al Chelsea campione del mondo in carica (Cardinaletti che è stato ricevuto dal Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli nei giorni scorsi).
“Jesi terra di campioni“, ha scherzato Pardo con Bartocci a Overtime per poi aggiungere con fermezza: “Senza tifosi il calcio morirebbe domani mattina“. Non poteva non esserci un giudizio di Pardo su Gennaro ‘Ringhio’ Gattuso, rispondendo a un quesito di Andrea Capretti di Radio Sportiva, moderatore del gran galà finale del Festival Giornalismo Sportivo e Racconto ‘Overtime Festival 2025’.
Le parole di Pierluigi Pardo su Mancini e Gattuso

Se Mancini potrebbe, perché no, tornare un giorno in A secondo Pardo (più ardua per lo jesino la Nazionale), Gattuso dovrà spronare gli azzurri in vista dei playoff mondiali. “Dal punto di vista del messaggio che è passato al team azzurro penso che Gattuso debba essere lodato”, ha detto Pardo nelle ultime settimane targate Overtime Festival. “E direi che la squadra azzurra ha risposto. Detto questo credo che le qualificazioni mondiali possano penalizzare alcune squadre europee”.
Sicuramente sono molte più squadre ai Mondiali rispetto a decenni fa (quando ce n’erano 24), su questo ci sono pochi dubbi, ma il discorso anche qui è ancor più ampio e complesso secondo il conduttore, giornalista e telecronista Pierluigi Pardo, ma anche secondo il giornalista Daniele Bartocci che, tra l’altro, nei mesi scorsi aveva elogiato Mancini al Processo di Biscardi.
“L’esempio della Nazionale Italiana di Calcio è senz’altro emblematico: sbagliando la partita iniziale con la Norvegia e una potenziale partita alla fase playoff, vincendo tutte le altre sfide, potremmo non accedere al Mondiale 2026″, ha aggiunto Pardo all’Overtime andato in scena a Macerata a ottobre. “A me personalmente e sinceramente pare una cosa un po’ assurda. Poi ognuno è libero di ipotizzare le varie critiche che magari ci sarebbero da fare. Giocare in maniera così superficiale la partita contro la Norvegia. Sì, si può discutere di tutto, si può parlare di allenatori, di presidenti federali, di giovani ragazzi che dovrebbero iniziare a fare un gioco più tecnico a partire dai vivai”. E allora il giornalista Andrea Capretti di Radio Sportiva ha chiesto a Pardo sul palco Overtime: “Ma allora, ad esempio in Spagna cos’hanno più di noi secondo te Pierluigi?”.
La risposta di Pardo non si è fatta attendere. “Tutti i fenomeni della vita hanno delle fasi cicliche per come la vedo io. Difficile, in linea di massima, fare gli stregoni perché lo sport, lo sappiamo, è contradditorio. Di spiegazioni ce ne sarebbero tante, ma non a livello assoluto. Tanto per dirne una, nel nostro paese c’è un calcio molto ma molto tattico, diverso per intensità rispetto a quello che si gioca in Inghilterra… Pensiamo al tennis, oggi siamo al top con l’Italia…”.
