Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, ha concesso un’intervista esclusiva a Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport, affrontando con franchezza temi caldi del presente nerazzurro: dal presunto interesse per Neymar alla scelta di Cristian Chivu, fino ai progetti futuri della società sotto la guida di Oaktree.
Ausilio non usa mezzi termini per smentire le voci di mercato che, negli ultimi giorni, avevano accostato l’Inter a Neymar:
“Neymar? Ma va’, è una cazzata. Mai sentiti e mai offerto. Una cazzata, punto.” Una risposta netta che chiude ogni spiraglio alle suggestioni mediatiche e riafferma la linea di concretezza e sostenibilità che la dirigenza interista ha scelto di seguire.
Dal 1998 ad oggi, Ausilio ha vissuto l’Inter attraverso quattro diverse gestioni societarie. Un percorso lungo e complesso, sintetizzato con quattro aggettivi:
- Moratti: passionale
- Thohir: visionario e coraggioso
- Zhang Steven: innovatore
- Oaktree: solido e strutturato
Il ds non nasconde il feeling professionale con Beppe Marotta, definito “perfetto per chi vuole solo fare il proprio mestiere. Ti lascia autonomia e sa sempre trovare la sintesi giusta.”
Ausilio conferma che la scelta di Cristian Chivu come nuovo allenatore dell’Inter è stata condivisa e ponderata:
“Ci siamo ritrovati ad affrontare il tema della sostituzione di Simone solo il primo giugno. Fino all’ultimo abbiamo sperato restasse. Ma Chivu ha tutto quello che cercavamo: competenza, identità e continuità con la filosofia del club.”
Mercato: da Lookman a Bonny, passando per Pio Esposito
L’estate scorsa non è stata semplice per la coppia Ausilio-Marotta, tra limiti di bilancio e obiettivi sfumati:
“Ci abbiamo provato per Lookman, ma l’Atalanta è stata irremovibile. Poi la crescita di Pio Esposito e Bonny ci ha permesso di restare fedeli al 3-5-2.”
L’Inter ha rinunciato a Lookman e virato su giovani di prospettiva, in particolare Pio Esposito, che secondo Ausilio “ha dimostrato in poco tempo forza fisica e fame vera”.
Ausilio non si sottrae a un bilancio umano e professionale:
“Spalletti e Conte sono i migliori che ho visto sul campo. Nella gestione, invece, Simone Inzaghi, Mancini e Ranieri: da ognuno ho imparato qualcosa.”
E su Mourinho, nessun dubbio: “Sopra tutto e tutti per quello che rappresenta nella storia dell’Inter.”
“Gasperini? Da noi è stato pochino. Mi credi se ti dico che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui, visto quello che ha fatto in seguito? È un top”
Nonostante le sirene dall’Arabia, Ausilio è chiaro: “Sto bene dove sono, ho un contratto fino al 2027. Ho ricevuto proposte anche più ricche, ma non mi sono mai mosso.”
E sulla sessione invernale di mercato chiude la porta: “Dopo un mese e mezzo non esistono trattative per gennaio. Sono solo fantasie. Questo calcio vive nel presente.”

