Conferenza Chivu. L’Inter è pronta a inaugurare la League Phase di Champions League 2025/26 con una sfida dal sapore speciale. I nerazzurri, reduci dal ko nel derby d’Italia contro la Juventus, domani sera affronteranno l’Ajax alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam, in una gara che segna l’esordio europeo della squadra di Cristian Chivu.
Chivu e il legame con l’Ajax
L’allenatore nerazzurro ha aperto la conferenza stampa pre-partita parlando del suo passato in Olanda:
“Ad Amsterdam ho vissuto anni che mi hanno fatto crescere come uomo e come calciatore. L’Ajax mi ha dato tanto, mi ha formato e mi ha permesso di fare il salto di qualità. Oggi porto ancora con me quella cultura, unita a quella italiana. È stato un passaggio fondamentale della mia carriera e della mia vita”.
Dopo la sconfitta con la Juventus, il tecnico ha ribadito la necessità di mantenere la calma:
“La squadra è forte e lo ha dimostrato anche contro i bianconeri. Guardando solo il risultato è facile criticare, ma ci sono state tante cose positive. Manca poco per trovare continuità e dare morale al gruppo. I ragazzi stanno facendo di tutto per uscire da questa fase e sono certo che i risultati arriveranno”.
Grande attenzione sulle condizioni di Lautaro Martinez, uscito acciaccato dall’ultima sfida:
“Lo valuteremo domani, vedremo se sarà disponibile”, ha spiegato Chivu.
Sul tema portiere, nessun dubbio: Yann Sommer resta il titolare.
“Non ho mai pensato di cambiarlo. Sommer ha dimostrato grande valore e ora va sostenuto, anche umanamente. Ho fiducia anche in Martinez e Di Gennaro, ma non è giusto scaricare le colpe su chi sta dando tanto”.
Chivu ha poi analizzato l’avversario:
“L’Ajax non è una vittima, resta un club con grande tradizione e un mix tra gioventù ed esperienza. Ha qualità, velocità e idee chiare. Hanno giocato finali europee negli ultimi anni e qui alla Johan Cruijff Arena non è mai semplice. Per noi sarà fondamentale partire bene”.
Da ex bandiera dei lancieri, il match avrà inevitabilmente un significato particolare:
“Devo ringraziare l’Ajax e l’Olanda per quello che mi hanno dato. Lì ero un ragazzo e sono diventato uomo. Porto sempre dentro di me quell’esperienza, anche se oggi il mio presente e il mio futuro si chiamano Inter”.
