Il futuro degli ambulanti che lavorano intorno allo stadio di San Siro è appeso a un filo. Dopo la scadenza, lo scorso 31 luglio, del contratto che regolava la loro presenza durante partite e concerti, M-I Stadio – la società partecipata da Milan e Inter che gestisce il Meazza e l’area circostante – ha presentato una nuova bozza di accordo al Consorzio Operatori Stadio Milano composto da 64 aziende, tra banchi di cibo e bevande e venditori di merchandising ufficiale delle due squadre.
La proposta, valida fino al 30 giugno 2030, arriva con condizioni ben diverse dal passato. M-I Stadio ha dichiarato che i punti principali dell’accordo non sono negoziabili: “prendere o lasciare”. Tra le modifiche più controverse, l’esclusione delle bancarelle che vendono magliette, sciarpe e gadget delle due squadre, lasciando spazio solo ai chioschi alimentari.
Una scelta che rischia di cancellare centinaia di posti di lavoro
Una scelta che rischia di cancellare centinaia di posti di lavoro legati alle 22 aziende di merchandising presenti nel consorzio.
Sul tavolo potrebbe esserci un obiettivo preciso: riportare in mano ai due club la vendita diretta dei propri prodotti ufficiali fuori dallo stadio, un business redditizio già tentato in passato, ma bloccato da vincoli comunali. La società sembra guardare anche al futuro nuovo stadio, sebbene la delibera comunale per la cessione dell’area non sia ancora stata approvata.
Intanto, la tensione resta alta: se non arriverà un accordo, parte del tradizionale “mercato” di San Siro potrebbe scomparire già nella prossima stagione, privando il pre e post-partita di uno dei suoi elementi più riconoscibili.
