Durante la rocambolesca vittoria dell’Italia contro Israele, a tenere banco non è stato soltanto il risultato del campo. Ancora una volta Lele Adani, seconda voce della telecronaca Rai, ha attirato l’attenzione con il suo stile colorito e passionale. L’ex difensore non ha risparmiato espressioni pittoresche, come l’ormai celebre riferimento al “pranzo al sacco”, che ha rapidamente fatto il giro del web scatenando ironie e polemiche.
Non tutti, però, hanno apprezzato l’entusiasmo di Adani. Tra i più critici si è distinto il quotidiano Libero, che ha definito il commentatore “esuberante oltre misura” e lontano dai modelli classici della telecronaca sportiva. Il paragone con le voci storiche di Nando Martellini e Bruno Pizzul è stato inevitabile: il giornale ha contrapposto la loro sobrietà e professionalità ai toni accesi dell’attuale opinionista, ritenuti eccessivi per una telecronaca della Nazionale in prima serata.
Il pranzo al sacco di Adani sui social
La testata ha sottolineato come, secondo la propria visione, il pubblico si aspetti dalla Rai un racconto misurato, sottolineando che il canone dovrebbe garantire anche una certa qualità editoriale. Non è la prima volta che lo stile comunicativo di Adani divide la piazza: c’è chi ne apprezza la passione e la capacità di trasmettere emozioni, e chi invece lo considera sopra le righe, quasi invasivo nei confronti del telecronista principale Alberto Rimedio.
Sui social network, il tema ha preso vita con centinaia di commenti tra ironia e fastidio. Alcuni utenti hanno criticato il linguaggio considerato “fuori contesto”, mentre altri hanno difeso Adani, sostenendo che la sua voce riesca a rendere le partite più vibranti e meno monotone. La frase sul “pranzo al sacco” di Israele-Italia è diventata un tormentone. Al di là delle polemiche, resta evidente come il modo di raccontare il calcio sia cambiato negli anni. Se una parte del pubblico resta legata alla sobrietà del passato, un’altra sembra apprezzare un approccio più emotivo e teatrale.
