L’immagine del suo gol al Barcellona nella semifinale di ritorno di Champions League rimarrà per sempre impressa negli occhi dei tifosi interisti. Un colpo che aveva acceso San Siro e consacrato Francesco Acerbi come uno dei simboli dell’Inter europea. Sei mesi dopo, però, la sua parabola in nerazzurro sembra avviarsi verso una nuova fase.
A 37 anni, il difensore sta vivendo un momento di transizione: da titolare inamovibile con Inzaghi e nel primo periodo di Cristian Chivu, a leader esperto, destinato a guidare lo spogliatoio più che la linea difensiva.
Chivu ridisegna le gerarchie: l’Inter cambia pelle
Il tecnico rumeno ha dimostrato di non avere paura di prendere decisioni forti. Dall’inizio della stagione Acerbi è partito dalla panchina in 7 delle prime 14 partite disputate tra campionato e Champions League.
In Europa ha collezionato una sola presenza, contro lo Slavia Praga, restando ai margini nelle altre sfide, comprese le ultime contro Bruxelles, Verona e Kairat.
Chivu ha chiarito il suo pensiero senza giri di parole: “Chi è arrabbiato perché non gioca sappia che lo faccio per il bene della squadra.”
Una frase che racchiude la filosofia dell’ex difensore interista: meritocrazia e continuità prima dei nomi, anche se pesanti.
Oggi, il tempo e la concorrenza lo costringono a ridimensionare le ambizioni di campo, accettando un ruolo più simile a quello che Cordoba ricoprì nella leggendaria Inter del Triplete: un esempio silenzioso, un mentore per i più giovani, un “uomo spogliatoio” capace di tenere unito il gruppo nei momenti difficili.
Acerbi, futuro incerto: rinnovo in salita
Il contratto di Acerbi con l’Inter scade il 30 giugno 2026, con un ingaggio di circa 2,78 milioni di euro. Al momento, le possibilità di rinnovo appaiono limitate.
Molto dipenderà dal rendimento nei prossimi mesi, ma anche dalla disponibilità del difensore ad accettare un minutaggio ridotto.
La dirigenza nerazzurra sta già valutando alternative per il futuro, considerando l’età avanzata sia di Acerbi che di De Vrij, suo storico compagno di reparto.
Nel frattempo Bisseck prova a convincere Chivu sul campo. Il tedesco ha mostrato segnali di crescita, ma la sua permanenza a Milano resta in bilico, con diversi club di Premier League pronti a muoversi.
Il presente racconta di un Acerbi più uomo che giocatore, ma la sua figura resta centrale nel gruppo interista.
La sua leadership silenziosa, la capacità di mantenere lo spogliatoio compatto e la sua esperienza internazionale restano risorse preziose per una squadra che punta a restare al vertice in Italia e in Europa.
Il tempo dei duelli ravvicinati con gli attaccanti avversari potrebbe finire presto, ma quello dell’Acerbi guida e simbolo è appena cominciato.
