Il Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, è intervenuto con fermezza sul terremoto giudiziario che sta colpendo il Comune di Milano e i due club meneghini. A margine delle celebrazioni per il 25° anniversario del Servizio Civile Universale a Rozzano, l’esponente del governo ha espresso pieno appoggio all’operato della magistratura riguardo l’inchiesta sulla vendita di San Siro. “Quando ci sono situazioni che devono essere investigate, dobbiamo sottolineare con soddisfazione il fatto che si voglia fare chiarezza da un lato e pulizia dall’altra“, ha dichiarato Abodi, evidenziando la necessità di trasparenza nei processi amministrativi sportivi.
Per il Ministro, le ombre sulla compravendita del Meazza non devono essere considerate un caso isolato, ma uno specchio delle dinamiche civili. Secondo Abodi, infatti, lo sport non gode di zone franche rispetto alla legalità: “Lo stadio è parte della società, non è un mondo a parte“. La sua visione è netta: la giustizia deve fare il suo corso per proteggere la collettività, poiché “come nella società ci sono pagine che meritano di essere analizzate così può e deve avvenire nello stadio, dove poche persone non possono condizionare la vita di molti“.
Giustizia e grandi eventi: il nodo Euro 2032
Nonostante la gravità delle ipotesi di reato che vedono coinvolti dirigenti e consulenti, Abodi ha voluto rassicurare l’opinione pubblica sulla tenuta dei grandi appuntamenti internazionali. Alla domanda su possibili ripercussioni per la candidatura italiana ai prossimi campionati continentali, il Ministro ha risposto con sicurezza: “Preoccupato per gli Europei? Sono partite indipendenti tra loro“.
L’auspicio delle istituzioni è che l’inchiesta milanese possa concludersi rapidamente, restituendo certezze a un comparto che necessita di stabilità per ammodernare i propri impianti. Le parole di Abodi sottolineano una linea di tolleranza zero verso le opacità gestionali, ribadendo che solo attraverso la pulizia invocata il sistema calcio potrà ritrovare credibilità.

