Le flebili speranze di un ripescaggio dell’Italia per i Mondiali 2026 sembrano destinate a infrangersi contro la realtà dei regolamenti internazionali. Nonostante le speculazioni circolate nelle ultime ore riguardo a una possibile esclusione dell’Iran a causa delle tensioni belliche in Medio Oriente, le istituzioni frenano gli entusiasmi. Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, è intervenuto sulla questione con estrema cautela, gettando acqua sul fuoco delle indiscrezioni.
“Il ripescaggio dell’Italia? È una questione continentale, mi sembra veramente difficile che possa esserci qualche problema“, ha dichiarato Abodi a margine di un evento alla Camera. Secondo il Ministro, l’unica remota possibilità risiederebbe in uno stravolgimento interno al panorama calcistico europeo, escludendo che eventuali defezioni da altri continenti possano favorire gli Azzurri: “Da altri continenti non possono arrivare novità? Non credo e non me lo auguro neanche“.
Regolamenti FIFA e il nodo della territorialità
Il nodo centrale riguarda i criteri di sostituzione in caso di ritiro di una nazionale qualificata. Se l’Iran dovesse effettivamente rinunciare alla competizione, la logica della territorialità imporrebbe alla FIFA di premiare una compagine asiatica, mantenendo inalterato il numero di rappresentanti per ogni confederazione.
L’ipotesi di vedere la Nazionale ripescata “a tavolino” appare quindi più come un auspicio dei tifosi che una concreta realtà giuridica. Senza una crisi che colpisca direttamente una delle qualificate UEFA, i margini di manovra sono inesistenti. Il messaggio di Abodi è chiaro: per tornare a giocare un Mondiale, l’Italia dovrà meritarselo sul campo, senza confidare in complessi e improbabili incastri burocratici internazionali.

