La notizia era nell’aria, ma ora è arrivata anche l’ufficialità: Daniele Pradè non è più il direttore sportivo della Fiorentina. La separazione, annunciata oggi dal club viola attraverso una nota ufficiale, arriva dopo una notte di riflessione e settimane di tensione con la piazza.
Con un comunicato diffuso sul proprio sito, la Fiorentina ha confermato la fine del rapporto professionale con Pradè, parlando di una risoluzione consensuale:
“ACF Fiorentina comunica, di comune accordo, di aver interrotto in data odierna il rapporto professionale con il direttore sportivo Daniele Pradè. La società, a partire dal presidente Rocco Commisso e sua moglie Catherine con il direttore generale Alessandro Ferrari, ringraziano sentitamente il direttore per gli anni trascorsi insieme con passione e professionalità. A Daniele – le parole del presidente e sua moglie Catherine – auguriamo, con grande stima e affetto, tutto il meglio per il suo futuro”.
Un messaggio dai toni concilianti, che chiude ufficialmente un lungo ciclo iniziato nel 2019, ma che nelle ultime settimane era diventato sempre più difficile da sostenere.
Secondo quanto trapelato da ambienti vicini alla società, la decisione è arrivata dopo una notte di riflessione da parte dello stesso Pradè, che ha presentato le proprie dimissioni irrevocabili al presidente Rocco Commisso (attualmente negli Stati Uniti) e al direttore generale Alessandro Ferrari.
Pradè, una scelta maturata dopo giorni di contestazioni
Striscioni apparsi in città e la Fiorentina penultima in classifica, un dato che ha pesato enormemente sul morale del dirigente e sulla fiducia del pubblico.
Già dall’ultima giornata dello scorso campionato, una parte della tifoseria aveva espresso malcontento nei confronti della gestione sportiva, accusando Pradè di errori sul mercato e di una pianificazione ritenuta poco ambiziosa.
In estate, il dirigente aveva meditato un addio, salvo poi restare dopo la conferma della fiducia da parte di Commisso.
Con la sua uscita di scena, si chiude un capitolo importante della storia recente della Fiorentina. Durante la sua gestione, Pradè ha alternato momenti di soddisfazione – come le qualificazioni europee e il ritorno a una dimensione competitiva – a fasi di delusione, legate a risultati altalenanti e a un mercato spesso criticato.
Ora la società dovrà decidere chi raccoglierà l’eredità di Pradè: tra i nomi più caldi, circolano già quelli di Ricky Massara, ex Milan, e di Tony D’Amico, attualmente all’Atalanta.
