La conferenza stampa di Spalletti dinnanzi ai giornalisti, in sala stampa

Dopo lo 0-0 contro il Napoli e il giro di interviste davanti alle telecamere, Luciano Spalletti si presenta davanti ai giornalisti per rispondere alle loro domande.

Dopo lo 0-0 contro il Napoli e il giro di interviste davanti alle telecamere, Luciano Spalletti si presenta davanti ai giornalisti per rispondere alle loro domande.

Quanto è soddisfatto di questo pareggio? Ha qualche rammarico?

“Da uno a dieci sono soddisfatto dieci, ho visto la mia squadra che si è impegnata e così riesce a essere collettivo. Li ho visti dentro la situazione quasi sempre. Ora noi dobbiamo sfruttare il tempo a disposizione, ci serve vincere le partite e di conseguenza bisogna fare buone prestazioni e trovare la chiave per andare al di là del pareggio. Non vorrei sbagliarmi, mancano undici partite e ne abbiamo 7 fuori. Bisogna vincere le partite, si va fuori e non si dà seguito alla prova precedente. Forse a me non è riuscito di trovare la chiave per metterci qualcosa in più. Si lavora in settimana, nella prossima si replica. Sul fraseggio dopo la riconquista del pallone bisogna far meglio, quando il Napoli ti costringe ad ammucchiarti per recuperare palla, quando la riconquisti devi muoverla con tre-quattro tocchi per andare avanti. In questa fase abbiamo quasi sempre perso palla, potevamo far male ma non abbiamo portato in fondo il tentativo di centrare l’obiettivo. Per cui dobbiamo migliorare velocemente. Ma è dall’inizio dell’anno che ci lavoro e non ci sono ancora riuscito. Non abbiamo giocato grandissime partite, bisogna fare in fretta. Ci avete collocato tra le prime quattro sin dalla fine dello scorso campionato, come se quelle che c’erano davanti fossero lì per caso. Invece la Lazio, la Roma, il Napoli giocano a calcio e gli ultimi sono i migliori nella qualità del gioco, nella ricerca del risultato attraverso lo spettacolo. I consensi attribuiti da tutti sono corretti. Ieri dicevo che se dobbiamo scegliere dei punti da cui ripartire il Napoli è un esempio corretto”.

La qualità che serve dov’è?

“Io ho tentato di fare delle cose, probabilmente non sono capace a tirargliela fuori. Io la vedo difficile più di quella esibita finora. Chiaro che puoi segnare di testa o sfruttare dei tiri, o far bene l’ultimo cross… Ci siamo liberati due-tre volte a sinistra, l’esterno destro aveva una campata davanti ma non abbiamo portato lì la palla. Ma siamo tutti soddisfatti, molti dicevano che ci avrebbero asfaltato e c’è differenza rispetto a farli tirare due volte in porta”.

Dove colloca lei questa Inter? C’è rammarico per le prestazioni positive solo con le grandi?

“Non abbiamo mai giocato un grandissimo calcio pur con buone prestazioni, vi do ragione. Poi è chiaro che se vado a confrontare le giocate nello stretto con rapidità del Napoli loro hanno qualità. Noi abbiamo perso molti palloni quando li abbiamo riconquistati. Si costruisce un’azione dal portiere, loro ti pressano e tu sei costretto ad alzare, fai due passaggi in velocità e liberi uno. Ci è riuscito poche volte, non abbiamo pulito la situazione da una palla buttata e poi diventa un problema perché bisogna ricreare la linea difensiva bassa a campo aperto. La qualità bisogna farla vedere, stasera non l’abbiamo avuta. Bisogna rendersi conto che serve qualcosa di più, questa qualità non basta. Poi è colpa dell’allenatore”.

Candreva dice che le sue parole sono per spronare i giocatori.

“Questo è il suo pensiero, il mio l’ho detto. Se quel colpo di testa va dentro forse la vinciamo, ma non abbiamo esibito qualità. Hai vinto ma l’hanno esibita loro. Noi abbiamo letto benissimo quando mordere e quando mollare l’osso e scappare, facendo corpo solito e compatto nella nostra metà campo. Ci siamo comportati bene da squadra. Ma non so quale sia il senso alla parola qualità che volete darle. Candreva può dire quello che gli pare”.

Fonte FC INTER NEWS