Il "campione": Luka Modric, dedizione, talento e spettacolo al servizio della squadra

LUCAMODRIC

 

 

E' considerato senza tema di contestazioni il migliore centrocampista della sua generazione.

 

Nel corso della sua carriera ha vestito le maglie di Dinamo Zagabria, Tottenham e Real Madrid, vincendo tre campionati croati consecutivi (2006, 2007, 2008), due Coppe di Croazia (2007, 2008), una Supercoppa croata (2006), due Supercoppe spagnole (2012, 2017), una Coppa del Re (2014), un campionato spagnolo (2017), quattro UEFA Champions League (2014, 2016, 2017, 2018), tre Supercoppe UEFA (2014, 2016, 2017) e tre Coppe del mondo per club FIFA (2014, 2016, 2017). A livello personale è stato nominato cinque volte calciatore croato dell'anno (2007, 2008, 2011, 2014, 2016), una volta miglior giocatore della Coppa del mondo per club FIFA (2017) e una volta miglior centrocampista della Champions League (2017). Inoltre ha fatto parte della squadra della stagione della UEFA Champions League in 3 occasioni (2013-2014, 2015-2016, 2016-2017).

In questa edizione dei Campionati del mondo di Russi per rappresentative nazionali è emerso come eroe indiscusso. Il campione croato si ritaglia un posto da protagonista assoluto. Vederlo giocare è appagante per chi ama questo gioco, uno di quei fuoriclasse che sembra abbiano avuto in dote, tra le tante, quella di promuovere il gioco del calcio.

Del resto Modric non è un giocatore casuale; sulle quattro Champions del Real Madrid c’è sempre la sua firma e il suo apporto è stato quasi sempre determinante! Parliamo dell'ultima gara, disputata contro la Russia, il giocatore croato ha posto la sua firma d’autore in una partita importantissima che vale l’accesso alle semifinali mondiali e prima ancora su una prestazione da  incorniciare. La platea era quella giusta, l’ideale per mostrare tutto il suo talento.

Schierato in un centrocampo a due, insieme a Raktic, Modric ha fatto tutto quello che solo un giocatore di straordinaria levatura è in grado di fare. Corre e nella sua corsa instancabile difende, creando un argine ai pericoli russi. Sintomatico, in tal senso, il numero dei palloni recuperati. Quindici, alla fine, i palloni recuperati. Se la difesa respira e può giocare con relativa tranquillità è anche grazie alla fatica inesauribile di Modric. Il giocatore si danna, sbraita e morde.

È la luce di ogni squadra di cui veste la maglia, un autentico punto di riferimento. La testa è sempre alta come a simboleggiare un senso di sicurezza e grande personalità. È in grado d’interpretare, al meglio, ogni fase della partita e di trovare le soluzioni migliori. Davvero impressionante è la precisione nei passaggi nonché la capacità nel servire sempre il pallone giusto per il compagno di turno. Come in occasione del momentaneo vantaggio di Vida durante l'ultima gara disputata contro la Russia. E quando Mario Fernandes sigla il pari russo, Modric si carica sulle spalle la squadra e gioca da vero leader.

Modric inventa, crea e quando avanza il suo baricentro di gioco intensifica la sua attività creativa. Primo, in questi Mondiali russi, per occasioni create. Dopo aver trascinato la Croazia agli ottavi (con un gol alla Nigeria e uno all’Argentina) è stato il turno dei quarti (seppur con la paura per il rigore sbagliato). Adesso la semifinale contro l’Inghilterra.

Resta la grandezza di una Nazionale che sino adesso ha incantato e Modric è il suo trascinatore. Con un giocatore simile ogni sogno è possibile, come possibile è stato sempre per lui.

Merita il pallone d'oro!

 

 

 

 

 

 

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