Le grandi squadre: Aston Villa il biennio d’oro 1981 e 1982

L’Aston Villa Football Club fu fondato il 21 novembre 1874 dai membri dell’Aston Villa Wesleyan Church, una parrocchia metodista di Birmingham.

Fu così che a Birmingham, nel 1874, quattro ragazzi, giocatori di cricket, Frederick Matthews, William Scattergood, John Hughes e Walter Price diedero vita all’ Aston Villa Football Club.

Il Villa diventò rapidamente uno dei migliori team delle Midlands Occidentali e, già nel 1880, guidato dal capitano George Ramsay, vinse il suo primo trofeo, la Birmingham Senior Cup. Quindi un salto perché l’Aston Villa, nel 1981, torna a vincere la First Division, dopo 71 anni dall’ultima conquista del massimo campionato. Il Capitano Dennis Mortimer si affaccia dal balcone della Council House in Victoria Square, mostrando ad una folla in delirio il trofeo della First Division.

Dopo aver militato anche nelle serie inferiori, dopo una lotta continua e senza fine con l’Ipswich Town di Bobby Robson. Nel 1974 Ron Saunders mise la firma sul contratto da allenatore dei Villans. Saunders era nato a Birkenhead, poco fuori Liverpool, nel 1932 e in carriera era stato un grande attaccante. Un tecnico duro. Un primo anno di assestamento, e poi subito la promozione nella massima serie. Nel 1975 e nel 1977 arriveranno anche due coppe di lega. L’ Aston Villa sotituisce Andrew Gray. con Peter Withe il quale aveva alle spalle qualche buona stagione al Nottingham Forest e al Newcastle. Nei progetti iniziali avrebbe dovuto fare coppia con Brian Little ma un serio infortunio al ginocchio fermò troppo presto la sua carriera; Saunders promosse, in prima squadra, un ragazzo che proveniva dalle giovanili, il diciottenne Gary Shaw.

L’ Aston Villa, edizione 1980/81, ruotava intorno all’esperienza di Jimmy Rimmer, protetto dai robusti centrali scozzesi, Allan Evans e Ken McNaught; sulle corsie esterne agivano Kenny Swain e Gary Williams; in mezzo al campo Dennis Mortimer e Gary Shaw appunto, con accanto due ali: il più offensivo Tony Morley ed il più difensivo Des Bremner, assoluta chiave di volta tattica dello schieramento di Saunders. Il prodotto di tutto questo è una formazione veloce in grado di produrre un calcio molto offensivo grazie anche alla creatività di Gordon “Syd” Cowans. Tony Morley avrà modo di rimarcare l’importante affiatamento tra tutti i compagni in questi termini: “E’ stato uno spogliatoio fantastico, nessuno dopo la partita o nei giorni successivi parlava degli errori commessi ne tantomeno delle prodezze, pensavamo solo a allenarci bene per la partita seguente“.

Il campionato 1980/81 iniziò il 16 agosto a Elland Road dove i padroni di casa del Leeds andranno in vantaggio su calcio di rigore dopo appena due minuti. Tony Morley prima pareggia i conti con un forte tiro dal limite dell’area di rigore e poi serve l’assist del goal vincente a Gary Shaw. Alla fine del torneo saranno dieci reti per Tony Morley e diciotto per Gary Shaw. I molteplici impegni stancarono la tempra dell’’Ipswich di quell’anno; infatti i tractor boys persero ben sette delle loro ultime dieci gare del torneo. La consacrazione definitiva arrivò però l’anno seguente. Il 9 febbraio 1982 per un disaccordo contrattuale Ron Saunders decise di dimettersi dall’incarico di manager lasciando la squadra ametà classifica e nelle mani del suo assistente Tony Barton.

Il debutto in Coppa dei Campioni era andato benissimo e al primo turno l’Aston Villa si era rivelato troppo forte per i pur volenterosi islandesi del Valur. Negli ottavi trova la forte Dinamo Berlino. In Germania i “Villans” vinceranno 2-1 ipotecando il passaggio del turno, ma al Villa Park rischiano di compromettere tutto concedendo una rete al tedesco Terletzki. La prima partita europea per Barton fu quella dei quarti di finale. Il Villa resistè a Kiev contro la Dinamo di Oleg Blochin, infarcita di nazionali, e al ritorno con un grande Gary Shaw trionfò per 2-0. In semifinale fu sufficiente una rete di Tony Morley in casa per avere la meglio sull’Anderlecht e raggiungere la finale di Rotterdam. Sia Aston Villa che Bayern schierarono all’inizio formazioni senza stranieri. Gli spalti dello stadio del Feyenoord erano divisi, in modo equo, tra tedeschi e inglesi. Partirono forte i tedeschi con il loro gioco corale e un’importante possesso palla, rispose l’Aston Villa di rimessa facendosi pericoloso con un colpo di testa di Evans terminato oltre la traversa.

Gli inglesi apparivano più rapidi in avanti, i tedeschi erano ben coperti in quanto temevano il contropiede avversario. Dopo sette minuti subirono una manovra offensiva dei Villans che andarono vicini al goal con un colpo di testa alto di White susseguente a un calcio di punizione. Jimmy Rimmer, è costretto ad uscire senza mai essere stato impegnato. Tra i pali va il numero 16, Nigel Spink ventiquattrenne di Chelmsford, e si rivelerà decisivo per i destini della sua squadra. Peter White, il centravanti dell’Aston Villa, fu impiegato da Barton come torre centrale dell’attacco della squadra. Bravo in fase d’attacco ma anche in fase d’ispirazione per i propri compagni; al 20′ fu anche autore di un ottimo spunto personale, finta e dribbling dal limite, con tiro conclusivo che finisce a lato. Il Bayern apparve abulico. Il giovane Spink deve fare il meglio sulle conclusioni di Duernberger e di Karl Heinz Rummenigge. I bavaresi sono forti e lo dimostrano. Nessun cambio nella rlpresa. Solo al 52′ uscì Mathy sostituito da Guettler. Al 60′ Spink è ancora bravo su Duernberger che calcia basso nell’angolo: Spink, però è pronto a distendersi in tuffo e parare. I tedeschi sono un osso duro e non mollano di un centimetro. Al 63′ gran colpo di testa di Klaus Augenthaler e salvataggio sulla linea da parte di Evans a portiere battuto. Al 64′ Hoeness superò Spink con un pallonetto ma il portiere compie un miracolo nel far la palla.

Il Bayern ci crede dando l’impressione di poter passare in vantaggio da un momento all’altro. Ma l’Aston Villa improvvisamente mostra gli artigli e lascia il segno. Al 68′ il biondo Morley, in un’azione di rimessa, saltò due avversari sulla sinistra in velocità, e mise al centro dove Withe, tutto solo a due passi dal portiere, potè toccare in rete il pallone della vittoria, tra l’entusiasmo indescrivibile del settore occupato dai tifosi inglesi. La reazione del Bayern risultò affannosa, disperata ed inutile. L’Aston Villa corona così un biennio ad altissimi livelli.

La Coppa dei Campioni è sua.