Inter, sinonimo di rimonta!

La rimonta è sempre una situazione fantastica!

Le rimonte hanno esercitato sempre un fascino particolare. Nei sogni di chi ama il calcio rappresentano, a volte, uno dei principali fattori di attrattiva.

La sua importanza, legata all’evento particolare, testimonia la grandezza della squadra in questione. Così “L’emozione può durare una vita” non è una frase casuale; è invece il metro, scelto ad hoc, per indicare l’Inter. Se la frase ha trovato espressione nell’inno nerazzurro la stessa frase ha trovato cittadinanza tra tutti i tifosi (anche non nerazzurri) per indicare la stessa Inter.

Emozioni costruite nell’arco di cento anni e capaci come tali di fotografare e immortalare la vita nerazzurra. Come dire che la gloria e il blasone dell’Inter sono attraversate da rimonte importanti e significative. La rimonta, nella storia dell’Inter, ha scritto pagine indelebili. La rimonta sublima il calcio. Se il calcio è rimonta allora l’Inter impersona, perfettamente, il calcio più in generale. Il sillogismo aristotelico è vero, palese.

La rimonta, nella storia dell’Inter, è spesso legata ad autentiche imprese. Quella in Coppa dei Campioni, il 12 maggio del 1965, rappresentò la rimonta perfetta. Dopo l’ennesimo cammino trionfale approdiamo alle semifinali della massima competizione continentale. Siamo i campioni in carica perché l’anno precedente abbiamo travolto il Real Madrid in finale. Helenio Herrera ha costruito una macchina da guerra e ha saputo fondere genio, talento e forza. L’Inter vive di vita propria e offre l’impressione sovente di essere inarrestabile. In campionato sta per conquistare uno scudetto storico dopo una pazzesca rimonta ai danni del Milan.

In Coppa dei Campioni la partita d’andata, contro il Liverpool, sembra fermare la squadra milanese. Gli inglesi appaiono in uno stato di grazia. I Reds sono implacabili e sostengono, per tutta la durata della gara, ritmi impressionanti. Il tifo, incessante dall’inizio alla fine, gioca al fianco della squadra e crea la superiorità numerica. 3-1 il risultato finale. La partita di ritorno viene preparata scrupolosamente e la rete di Sandro Mazzola, all’Anfield Road, ci consente di tener viva la speranza. Herrera e la stessa squadra chiamano a raccolta il pubblico. Lo stadio è colmo in ogni ordine e in qualunque modo. 80.000 spettatori che sembrano tre volte di più, tanta è la passione che si respira. Brividi perchè Corso con una delle sue punizioni a foglia morta e Peirò segnano nel primo tempo; il loro fu più di un avvertimento. Facchetti, nel secondo tempo, lo trasformerà in una minaccia reale. Sua la cavalcata-gol, a metà ripresa, per il tre a zero conclusivo. La strada per la finale contro il Benfica è aperta e l’Inter la percorrerà sino alla fine vincendo la Coppa meritatamente.

Le rimonte interiste sembrano possedere un legame particolare con l’atmosfera delle coppe. Forse perché lì il clima è capace di provocare esaltazioni massime. Nel gioco e nel temperamento dei suoi protagonisti. Il 7 novembre 1990 fu una data memorabile. Si giocano i sedicesimi di finale della coppa Uefa. Gli inglesi sembrano avere un conto aperto contro di noi. L’Aston Villa, in Inghilterra al Villa Park, ci rifila un brutto 2-0. Difficile da rimontare tenuto conto del carattere indomito delle squadre inglesi. E questo anche se l’Inter è quella del Trap e dei tedeschi Matthaeus, Brehme e Klinsmann. Lo stadio è simile a quello di tante altre volte quando l’Inter è chiamata a lottare contro l’avverso destino. I biglietti sono stati bruciati con qualche giorno d’anticipo e S. Siro brulica di entusiasmo. L’Inter, dal canto suo, interpreta al meglio la partita in virtù di una condotta attenta e ordinata. Pronta a sfruttare ogni minimo errore o situazione. L’Inter è padrona del campo e mostra superiorità sugli inglesi anche se i colpi giusti, quelli che sanciranno la resa dell’Aston Villa, arriveranno solo nella ripresa. Sarà un 3-0 finale. Segna Klinsmann al 7′, raddoppia Berti al 62′ e tutto si completerà con il 3-0 di Alessandro Bianchi al 74′. Quella Coppa Uefa fu nerazzurra. Nella doppia finale tutta italiana con la Roma: 2-0 a Milano e 0-1 all’Olimpico.

Un’altra rimonta importante troverà posto anche nella Coppa Uefa edizione 1997-98. Agli ottavi, i francesi dello Strasburgo ci castigano con un perentorio 2-0 nella gara d’andata. Risultato inatteso. Il ritorno a San Siro mette in luce la perfezione dell’Inter di Ronaldo e Simoni. I nerazzurri ribaltano tutto. Ronaldo segna il gol del’1-0, dopo essersi fatto parare un rigore; Zanetti raddoppia e poi Simeone firma il 3-0. Anche quella Coppa Uefa finì nella mani dell’Inter, con la finale a Parigi vinta con un rotondo 3-0 sulla Lazio.

Amala!